“Quando  un  popolo non  ha più il senso  vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca  vecchiaia” (Cesare Pavese)

“Salvare il paesaggio della propria terra è salvarne l’anima e quella di chi l’abita” (Andrea Zanzotto)

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Tessera  e la gronda lagunare è il territorio dove  sono nati  quasi tutti i soci fondatori dell'Associazione. Abbiamo l'ambizione di  credere che esista una cultura di Gronda. Ne è testimonianza  il fatto che  studi recenti   dimostrano dell'esistenza  anche nel nostro territorio, lungo i fiumi Dese, Sile, ed ai margini della stessa Laguna Nord,  oltre che  nella storica Altino , di una  vita ed una cultura significativa, quella Paleoveneta.  Non solo dai nostri  territori  la cultura si è espansa nelle isole dell'estuario: da quì la grandiosa storia di Venezia e la Serenissima. Ma la storia molto deve al territorio di gronda poichè qui si sono fatte battaglie, sono passati nei secoli tutti gli attori  delle dominazioni  che hanno visto il calpestio del Veneto e dell'Italia. Da Attila  ad Ezzelino, da  Cangrande della Scala ai  Carraresi, agli Scaligeri, da Napoleone agli Austriaci ed Hitler. I nostri territori hanno visto in terraferma e sulla gronda sangue, pestilenze e distruzione. Poco onore è stato fatto in particolare ai monaci soprattutto Benedettini e Certosini, che hanno sempre risollevato ed aiutato la popolazione ponendosi come guida morale ma anche  formando le genti dedite alle coltivazioni nei loro poderi e  monasteri.L'impegno quindi dell'Associazione è quello di valorizzare e far emergere questa bella storia  della nostra gronda lagunare  di Venezia.

Scritti e testimonianze locali del Territorio di Gronda Nord di Venezia, Torre e Borgo Benedettino di Tessera

Sull'antica Storia della Torre Antica (XII sec.) e Chiesa di S.Elena e S. Antonio Abate ( X-XI sec.) sono state scritte  monografie e piccoli saggi da parte dell'associazione e appassionati locali.

Si segnala:

Nel 1985,  TESSERA: Storia  della chiesetta di S.Elena e dell’ Antica Torre,  dintorni  e  contesto storico - cronologico.Un patrimonio da conservare: Commenti e sintesi del Direttivo di Popilia Annia;

Nel 2021, PopiliaAnniaInProgress edita un saggio  dal titolo SALICORNIE che contiene cenni di storia della Gronda Nord ed alcuni progetti di valorizzazione della antica via  consolare romana Annia e l'idea-progetto di recupero dei lotti Torre antica, Chiesa ed Oratorio Benedettino (il tutto del X-XII sec.) per rilanciare  le "antiche opere ORA ET LABORA - sotto la regola di San Bendetto" in un moderno contesto di economia sociale. Si sono fatti appelli ad Enti ed istituzioni per acquisire il Borgo intero, di proprietà privata;

Nel 2023 PopiliaAnniaInProgress edita la stampa definitiva di SALICORNIE e dal 1 febbraio 2023( sino alla fine del 2023) i contributi raccolti per il saggio, al netto delle spese, saranno destinati alla Comunità e parocchia di Tessera (VE) sia per la manutenzione ordinaria del complesso monumentale della Torre antica che per valorizzare la storia del territorio con il progetto Totem

Nel 2024 nasce il Gruppo Torre di Tessera sotto l'egida della Parrocchia di Tessera. Co-fondatori le APS Popili Annia e TesseraBella. L'obiettivo è la cura, le piccole manutenzioni, la ricerca di sponsor e collaborazioni per il progetto di restauro conservativo di Chiesa e Torre antica e renderla praticabile con piccoli evnti socio-culturali e religiosi per tenerla viva e coinvolgere i cittadini locali  di Tessera e Municpalità di Favaro. Per contatti e proposte di collaborazioni volontarie scivere a torre-antica.tessera@libero.it . social: torre_tessera e Torre Di Tessera;

 

 2006. Tessera, Tra Terra e Laguna, Il primo Video dell'associazione. Dedicato alle origini di molti soci e cioè  lungo il lembo di terreno e sabbia dei paesi di gronda Nord di Venezia.  L'antico Porto di Terzo (  3 miglia romane da Altino oggi sedime Aeroportuale), Tessera, CA' Bianca, CA' Mocenigo, (dove si onorava il Cristo del XV sec. sin dall'Epoca dei Certosini), CA' Zorzi, Campalto, ecc. Si comincia a prender  coscienza della storia  antica del territorio, oltre che rafforzare l'identità dei suoi abitanti, sollecitando amministratori locali a preservare la bellezza paesaggistica, la flora e fauna  di contorno; 

    Sulle tracce della via Annia/Popilia in Gronda Nord di Venezia

    Cenni del capitolo sulla Via Annia tratto dal saggio SALICORNIE, P.G.Vivian,PopiliaAnniaInProgress,2021

    Le piste di passaggio dell’Annia sono interessanti in quanto segnano profondamente la storia e la cultura dei nostri territori.  A vederci bene, il tracciato dimostra ancora oggi una linea lungo un bellissimo territorio che ha generato sviluppo e benessere con produzioni e commerci di ogni genere.  Pensiamo ai prodotti dei Colli Euganei (tratto Adria Padova), alle produzioni del tessile e calzaturiero della riviera del Brenta. Pensiamo a ciò che è stato Porto Marghera, l’aeroporto, tutt’ora in sviluppo, l’agricoltura e il vitivinicolo da Concordia a Aquileia. La manifattura diffusa in questi territori oggi rappresenta un fiore all’occhiello dell’export Veneto ed Italiano. Tutti gli itinerari naturalistici, storici ed enogastronomici  sono elencati sia nel sito della Regione Veneto[i] o nella guida, edita da Touring club Italiano[ii], che indica altresì le tappe museali  a partire da Adria, Este,  passando da Padova, Dolo, Altino, Concordia, Aquileia. Oggi gli studiosi definiscono la Via ANNIA (e le altre vie sepolte) un non luogo. La via Annia sepolta nelle campagne Venete ma rappresentativa del valore economico sociale dell’epoca e sicuramente portatrice di molti generi: di cultura, saperi, merci, conoscenze ed eserciti attraverso una rete di circa 100.000 chilometri. Ad ogni miglio romano (pari a 1,48 Km) erano poste le famose pietre miliari.  Il miliare era alto al massimo 150 cm di cui 60 interrato.

    Ogni tanto venivano costruite le stazioni suddivise in due tipi: le mansiones e le mutationes. Una per le soste brevi dei viaggiatori e l’altra per il cambio cavalli e luogo di ristoro.

     In particolare, secondo i testi di P. Basso, nella zona della sede della nostra associazione, sono documentati i seguenti miliari oramai scomparsi.  In località di Terzo (tre miglia da Altino) è stato ritrovato un miliare che prova l’esistenza della via romana, anche se relativo al   manutentore della via e non del costruttore.

    Il miliare di Terzo venne ritrovato nel sec. XVIII ed era rappresentato da una colonna in marmo rosso, spezzata, ed inserita nelle fondamenta del Monastero dei Certosini, nei pressi della Chiesa di S. Pietro di Terzo. La colonna dopo essere stata catalogata e studiata venne trafugata.

     Le cinque righe del miliare, attribuito a Costantino  nel 328 d.C. decifrate  per intero in latino sono così tradotte in italiano[i] :

    “Al padre della patria, proconsole, delle cose umane ottimo principe, figlio del divino Costanzo, nato per il bene dello stato”.

    Sempre nella zona di Terzo si ha notizia di vario materiale e di una colonna in “verde antico”, anche questa dispersa.

     L’altro miliare ritrovato a Tessera (vico ad Quintum in località Ca Bianca nei pressi della scuola Collodi), in una villereccia casa come racconta il Filiasi, era rappresentato da una colonna in marmo rosso, ora non più rintracciabile. Ecco la traduzione dal latino:

    “Ai due signori nostri imperatori Augusti…padre della patria … (miglia) 5”. (da Altino)

    stralcio del capitolo sulla via Annia, tratto dal  saggio Salicornie, P.G.Vivian, PopiliaAnniaInProgress,2021;

    Dalle mappe di Habsurg Empire : il territorio della laguna Veneta al tempo dell'impero Asburgico e cfr attuale

    Venezia e il suo letto d'acqua: il raffronto con l'antica Altino evidenzia la stessa somiglianza con un grande pesce(immagine dall'alto, CM 2017 )

    Foto CM 2017 in volo dal Marco Polo:  Eterna Venezia ESCAPE='HTML'

    Altino al tempo di Eliodoro: un filo che unisce Cristianesimo e socialità in un secolo, il IV d.C., che fu di estremo cambiamento

    Nel  370  Altino, pur essendo ancora viva, risente della diminuita forza di Roma. Eliodoro frequenta alcuni amici di Aquileia tra cui : Cromazio, Valeriano, Rufino, presi dallo spirito dei primi interpreti della Bibbia come San Girolamo. Per consolidare la loro idea di un nuovo mondo, Eliodoro e Cromazio vanno in  Palestina per diventare discepoli di Gesù. Girolamo fa l'eremita  mentre gli altri due diventeranno Vescovi nelle loro città: Altino e Aquileia.  Con Eliodoro la comunità Altinate diventa attiva facendo crescere altri santi: Liberale e Magno. Al concilio di Aquileia Eliodoro conosce S.Ambrogio  e nel 391 partecipa  al Concilio di Milano. Alla fine del secolo sembrava germogliare la semina di Eliodoro ma nel 396 muore il suo successore e nipote Nepoziano. Da quel momento  si ritira  lasciando ad altri la guida della sua antica comunità. Muore nel 407.  Dopo le invasioni barbariche nel 639, quando gli ultimi abitanti si rifugiano  a Torcello  ( e altre isole), portano con se  il corpo di Eliodoro ponendolo nell'altare centrale  della basilica di  Santa Maria Assunta.

    Nel 421, secondo le citazioni del Chronicon Altinate (XI sec.), si riunirono a S.Giacometo (Rialto) alcuni consoli e Vescovi ( Altino, Treviso, Oderzo, Padova) e qui, "nell'illustrissima et eccelsa Città Christiana e meravigliosa",  fondarono Venezia. Forse in questo atto fondativo mancava un vescovo importante che eveva preparato la comunità Altinate per il secolo "terribile" della storia, il V.  Quel vescovo non poteva che essere Eliodoro. ( da appunti  e racconti di Don Gianni Fazzini - Comunità  di Altino).

    Ma prima di morire Eliodoro riusci in un altro piccolo miracolo. Si fece consegnare da Gerusalemme il braccio dell'apostolo Giacomo e posto vicino all'altare della cattedrale di Torcello. Il 25 marzo del 422 la reliquia del santo venne trasportata eccezionalemente a Rialto per consacrarne il tempio e poi far ritorno a Torcello, proprio vicino al sepolcro di Eliodoro nell' altare di S.Maria Assunta. Ultimamente Giuseppe Mazzariol, Presidente dell'Arciconfraternita di San Cristorforo e della Misericordia, riscopre la reliquia dimenticata e, d'accordo con il Patriarca di  Venezia Moraglia, organizza  il trasferimento  delle povere spoglie di San Giacomo presso la "mitica" chiesa di San Giacometo con una cerimonia prevista per domenica 22 maggio 2022  dalle 15 in poi e con mobiltazione dei mezzi del comune  di Venezia con tanto di corteo, Bissona e remiere ed una grande festa finale. Bentornato a "casa" San Giacomo dopo 1600 anni. (fonte: articolo d. Gazzettino, Marta Gasparon,12052022).